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	<title>Trattamento ginocchio &#8211; Dr. Simone Cappato</title>
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	<description>Ortopedico e Traumatologo</description>
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		<title>INTERVENTO DI RICOSTRUZIONE DEL LEGAMENTO CROCIATO ANTERIORE:</title>
		<link>https://www.simonecappato.it/intervento-di-ricostruzione-del-legamento-crociato-anteriore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr.Simone Cappato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2020 10:01:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trattamento ginocchio]]></category>
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					<description><![CDATA[INTERVENTO DI RICOSTRUZIONE DEL LEGAMENTO CROCIATO ANTERIORE]]></description>
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<h2 class="wp-block-heading">COME COMPORTARSI NELL IMMEDIATO POST-OPERATORIO ( il mio modus operandi)</h2>



<p>Con queste mie poche righe vorrei raccontare come gestisco i pazienti operati di ricostruzione del Legamento Crociato Anteriore nell’ immediato post operatorio.</p>



<p><br>Appena uscito dalla sala operatoria il paziente torna alla sua camera di degenza dove solitamente rimane fino alla mattina successiva all’ intervento.</p>



<p><br>Le prime ore sono sempre accompagnate dalla borsa del ghiaccio. Il ginocchio è fasciato con cotone di Germania e una benda elastica.</p>



<p><br>La mattina successiva eseguiamo la medicazione, togliamo un piccolo drenaggio che di solito lasciamo quando suturiamo la cute. <br>E’ una procedura semplice e per niente dolorosa che facciamo contestualmente alla medicazione. Ci vogliono pochi secondi. Una volta disinfettato applichiamo due cerotti. <br><br>Sopra posizioniamo una calza elastica da tenere per 3 settimane.<br><br>Io personalmente non uso tutore nel post operatorio salvo che non ci siano lesioni associate dei legamenti collaterali che ne richiedono l uso.<br><br>Da ora in poi il paziente è dimissibile . Con due stampelle con carico a tolleranza.</p>



<p><br>Le stampelle di solito consiglio di portarle per 20-25 gg a seconda dei casi.<br><br>E’ comunque permesso flettere ed estendere il ginocchio senza limitazioni e caricare a tolleranza.<br><br>Ovviamente i primi gg sono accompagnati da una terapia farmacologica.<br><br>Antidolorifici per la prima settimana, eparina a basso peso molecolare per le prime 3 settimane. Il tutto accompagnato da una buona protezione gastrica e dal ghiaccio 3 vv al di per circa 20 minuti a volta.<br><br>Per quanto riguarda la fisioterapia a me piace che il paziente inizi il prima possibile. Nei soggetti sportivi addirittura il giorno della dimissione se possibile.</p>
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		<title>ROTTURA DEL LEGAMENTO CROCIATO ANTERIORE: QUANDO OPERARE?????</title>
		<link>https://www.simonecappato.it/rottura-del-legamento-crociato-anteriore-quando-operare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr.Simone Cappato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2020 14:59:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trattamento ginocchio]]></category>
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					<description><![CDATA[Spesso i pazienti mi domandano quando è giusto operare una rottura del legamento crociato anteriore. Si potrebbe rispondere citando William Shakespere che nell Enrico VI afferma: NON POSTICIPARE, I RITARDI PORTANO AD UNA FINE PERICOLOSA Spesso leggete sui giornali che gli atleti professionisti, i top player non appena si rompono mil Legamento Crociato Anteriore vengono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Spesso i pazienti mi domandano quando è giusto operare una  rottura del legamento crociato anteriore.<br><br>Si potrebbe rispondere citando William Shakespere che nell Enrico VI afferma:<br><br><strong> NON POSTICIPARE, I RITARDI PORTANO AD UNA FINE PERICOLOSA</strong><br><br>Spesso leggete sui giornali che gli atleti professionisti, i top player non appena si rompono mil Legamento Crociato Anteriore vengono operati nell immediato, addirittura qualcuno il giorno successivo.<br><br>Bene è questa la scelta giusta da fare. Almeno così afferma la letteratura medica e la nostra quotidiana esperienza sul campo lo conferma.<br><br>Infatti la tempestività nell operare evita danni collaterali che si possono creare all interno dell articolazione dovute all instabilità che si viene a creare nella rottura del legamento stesso. Ad esempio lesioni meniscali o lesioni cartilaginee.<br><br>Quindi per evitare danni più importanti e dover poi effettuare gesti chirurgici accessori e sempre meglio operare il prima possibile una lesione del legamento crociato anteriore.<br><br>Si aggiunga a questo che operando a poco tempo dal trauma non viene meno il tono muscolare della muscolatura della coscia che è fondamentale nella ripresa e per la fisioterapia post operatoria.<br><br>Ci sono poi situazioni in cui siamo siamo obbligati ad operare in prima possibile. Ad esempio quando abbiamo un deficit di estensione anche se di pochi gradi o addirittura un ginocchio in blocco.<br><br> Quindi per concludere:  in caso di rottura del legamento crociato anteriore prima si ricostruisce il legamento stesso meglio sarà per la salute del ginocchio</p>
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		<title>L’uso di tendine da donatore per la ricostruzione del legamento crociato anteriore. La mia esperienza.</title>
		<link>https://www.simonecappato.it/luso-di-tendine-da-donatore-per-la-ricostruzione-del-legamento-crociato-anteriore-la-mia-esperienza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr.Simone Cappato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 May 2019 21:20:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trattamento ginocchio]]></category>
		<category><![CDATA[legamento crociato anteriore]]></category>
		<category><![CDATA[ricostruzione legamento]]></category>
		<category><![CDATA[Uso di tendine da donatore]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono tanti modi per ricostruire il Legamento crociato anteriore. &#160;Tra questi anche l&#8217;uso di tendine da donatore. Penso che con le giuste indicazioni sia una buona soluzione. Facciamo un po’ di chiarezza. Sono anni che mi capita di usare tendini da donatore (cadavere), chiamati allograft, per la ricostruzione del Legamento crociato anteriore. Di solito [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ci sono tanti modi per ricostruire il <strong>Legamento crociato anteriore. </strong>&nbsp;Tra questi anche <strong>l&#8217;uso di tendine da donatore</strong>. Penso che con le giuste indicazioni sia una buona soluzione. Facciamo un po’ di chiarezza.  <br>Sono anni che mi capita di usare tendini da donatore (<em>cadavere</em>), chiamati <strong>allograft</strong>, per la ricostruzione del <strong>Legamento crociato anteriore.</strong> <br></p>



<p>Di solito uso tendini congelati provenienti da banche ossee (Milano, Firenze, Treviso) e sono sempre congelati (fresh-frozen), non irradiati. Questo perché esistono&nbsp; diversi processi per sterilizzare il tendine dopo che è espiantato dal cadavere ma <strong>la letteratura riporta migliori risultati in termini di neoligamentizzazione&nbsp;per i tendini fresh-frozen</strong>.</p>



<p>I vantaggi sono molti. In primis i tempi chirurgici si riducono, ma soprattutto non si ha lo stress del sito donatore.<strong> Prelevare il tendine rotuleo o il semitendinoso e il gracile (hamstrings) è invalidante per il ginocchio stesso e&nbsp; per la prima fase post operatoria</strong>, spesso causa di ematomi e dolori muscolari dovuti allo stress sulle fibre muscolari. Questo ovviamente non accade usando un trapianto da donatore e permette al paziente di tornare svolgere le attività di vita quotidiana più in fretta.&nbsp; Attenzione però. Questo discorso vale per movimenti semplici come camminare, flettere ed estendere l&#8217;arto. In un certo senso è una tecnica che permette di tornare velocemente a svolgere attività a bassa richiesta funzionale.&nbsp; Il programma di riabilitazione però deve essere più riguardato e rallentato. Questo perché <strong>l&#8217;osteointegrazione</strong> e la <strong>neoligamentizzazione </strong>del trapianto sono ovviamente più lente. Quindi paradossalmente si recupera prima l&#8217;autonomia ma si deve rallentare&nbsp;la riabilitazione evitando di forzare i tempi, per un ritorno più lento &nbsp;all’ attività sportiva.</p>



<p>Altro piccolo vantaggio riguarda la cicatrice. Questo lo dico soprattutto per le donne. In caso di tendine da donatore è piu piccola e meno visibile.  <br>In principio usavo i tendini da donatore solo ed esclusivamente nei casi di revisione, quei casi in cui il legamento già ricostruito si rompeva nuovamente. In questi casi ancora oggi &nbsp;lo uso sempre. </p>



<p>Ultimamente ho iniziato ad usarli anche in casi di primo impianto. Raramente però. <strong>Mi piace proporli a pazienti over40 che hanno una bassa richiesta funzionale</strong> e che hanno fretta di tornare all attività lavorativa non pesante. A persone sempre over 40 in cui è necessario stabilizzare il ginocchio per evitare il progredire dell artrosi.  <br>A sportivi con bassa richiesta funzionale, magari che praticano sport&nbsp; in cui la componente rotazionale non è molto accentuata ( palestra,bici , running, cannottaggio ) e che abbiano passato i famigerati “anta”. </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Ricostruzione del legamento crociato anteriore.  Un intervento chirurgico  che da solo in certi casi puo’ non bastare.</title>
		<link>https://www.simonecappato.it/ricostruzione-del-legamento-crociato-anteriore-un-intervento-chirurgico-che-da-solo-in-certi-casi-puo-non-bastare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr.Simone Cappato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Feb 2019 18:16:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trattamento ginocchio]]></category>
		<category><![CDATA[crociato anteriore]]></category>
		<category><![CDATA[crociato laterale]]></category>
		<category><![CDATA[legamento]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli ultimi anni confrontandomi con esperti colleghi che ,come me, sono appassionati di ricostruzione del Legamento Crociato Anteriore abbiamo capito che in alcuni casi la semplice ricostruzione del legamento non è sufficiente a garantire un adeguata stabilità al ginocchio, soprattutto la stabilità rotazionale. Per questo ultimamente diamo molta importanza ad un legamento che si trova [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Negli
ultimi anni confrontandomi con esperti colleghi che ,come me, sono appassionati
di ricostruzione del <strong>Legamento Crociato
Anteriore </strong>abbiamo capito che in alcuni casi la semplice ricostruzione del
legamento non è sufficiente a garantire un adeguata stabilità al ginocchio,
soprattutto la stabilità rotazionale.</p>



<p>Per
questo ultimamente diamo molta importanza ad un legamento che si trova nella porzione
laterale della capsula articolare che si chiama appunto <strong>Legamento Antero Laterale</strong>.</p>



<p>In alcuni casi , è indispensabile ricostruire il <strong>Legamento Antero Laterale</strong> in associazione ad una ricostruzione del <strong>Legamento Crociato Anteriore, </strong>questo per evitare che un instabilità rotazionale residua possa portare ad un fallimento della ricostruzione del legamento crociato o ad una rottura dei menischi.</p>



<p>E’
un po’ come mettere la cintura e le bretelle insieme.</p>



<p>In particolare la ricostruzione del <strong>Legamento Antero Laterale</strong> associata a quella del <strong>Legamento Crociato Anteriore </strong>è indicata in pazienti lassi, sportivi agonisti che praticano sport di contatto e con cambi di direzione e in pazienti che ad una prima visita per rottura di <strong>Legamento Crociato</strong> presentino i test di instabilità rotatoria molto positivi.</p>



<p>E’ una tecnica che va abbinata sempre anche nelle revisioni, laddove ci sia stato un fallimento di ricostruzione primaria di <strong>Legamento Crociato</strong>.</p>



<p>E’ molto importante quindi valutare sempre bene l instabilità rotazionale prima di ricostruire un Legamento Crociato anteriore per evitare avere poi nel tempo un fallimento.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Curare il ginocchio con le cellule mesenchimali prelevate dal grasso</title>
		<link>https://www.simonecappato.it/curare-il-ginocchio-con-le-cellule-mesenchimali-prelevate-dal-grasso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr.Simone Cappato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Feb 2019 21:52:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trattamento ginocchio]]></category>
		<category><![CDATA[artrosi]]></category>
		<category><![CDATA[Cellule mesenchimali]]></category>
		<category><![CDATA[cellule staminali]]></category>
		<category><![CDATA[Ginocchio]]></category>
		<category><![CDATA[grasso]]></category>
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					<description><![CDATA[Il&#160;trapianto di cellule mesenchimali e una tecnica innovativa efficace nell’artrosi di ginocchio. Le&#160;cellule staminali mesenchimali, sono cellule immature e indifferenziate prelevate dal grasso del paziente, e accuratamente trattate, vengono infiltrate nel&#160;ginocchio&#160;del paziente stesso, o in qualunque altra articolazione in cui sia presente&#160;artrosi. Grazie alla loro azione fortemente antinfiammatoria, antidegenerativa e di stimolazione della produzione di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il&nbsp;<strong>trapianto di cellule mesenchimali e una tecnica innovativa efficace nell’artrosi di ginocchio.</strong> Le&nbsp;<strong>cellule staminali mesenchimali</strong>, sono cellule immature e indifferenziate prelevate dal grasso del paziente, e accuratamente trattate, vengono infiltrate nel&nbsp;<strong>ginocchio</strong>&nbsp;del paziente stesso, o in qualunque altra articolazione in cui sia presente&nbsp;<strong>artrosi</strong>. Grazie alla loro azione fortemente antinfiammatoria, antidegenerativa e di stimolazione della produzione di cartilagine, è possibile che la malattia artrosica rallenti il suo decorso e allontani la necessità di una&nbsp;<strong>protesi</strong>.<strong> </strong></p>



<p><strong>Il Trattamento si esegue con una semplice anestesia locale. Si esegue il prelievo di grasso</strong>&nbsp;dall’addome o dalle cosce. Il prelievo si efettua con un ago lungo e sottile tramite una microincisione; il grasso prelevato finisce in una speciale siringa al cui interno sono presenti microsfere di metallo che inducono la microframmentazione del grasso, separando le cellule mesenchimali intatte dal prodotto di scarto. </p>



<p><strong>Dopo
circa 15 minuti dal prelievo si esegue l ‘infiltrazione nel ginocchio</strong>&nbsp;solo
delle cellule staminali mesenchimali, estratte sotto forma di una specie di “gel”
cellulare, e trasferite sterilmente in una speciale sonda aghiforme. Iniettate
nei punti desiderati dell’articolazione del ginocchio, iniziano a sviluppare il
loro effetto antinfiammatorio, antidegenerativo e di stimolazione della
cartilagine.</p>



<p><strong>E</strong><strong>’</strong><strong> sufficiente un unico
trattamento</strong>.</p>



<p>Il paziente può camminare subito dopo il trattamento senza bisogno di stampelle o tutori.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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